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Promozione della lettura
Per la promozione della lettura ai ragazzi, abbiamo messo a punto, in
collaborazione con insegnanti e genitori, un elenco di buone pratiche:
Proporre una scelta molto assortita di libri, poiché non si può
sapere in anticipo quale libro consentirà ad ogni bambino/ragazzo di fare un
incontro decisivo;
Proporre libri che si rivolgano alla fantasia. Anche i libri di
divulgazione possono benissimo rivolgersi alla fantasia; si può sognare
sia sulla realtà di cui si scoprono i misteri che sulla fiction;
Non costringere i ragazzi a leggere, anche se si sa che leggere
bene è necessario ad ogni successo sociale. Costringerli equivale a confermare
che la motivazione non può nascere da se stessi, ma che deve provenire
dall’adulto, ciò che contrasta con il necessario coinvolgimento del bambino
nella lettura;
Non obbligarli a rendere conto della loro letture, senza altra
finalità che di sapere se hanno effettivamente letto o se hanno capito. Spesso
si costringono i bambini a fare delle schede di lettura per verificare questi
due aspetti e questa attività è forzatamente artificiale. Ciò che hanno
capito deriva dal loro vissuto personale. Se il libro rispondeva alle loro
aspettative, di sicuro l’ hanno letto. Un' altra cosa è se
il bambino rende conto di una delle sue letture nell’ambito di un esercizio
dichiarato di socializzazione o discutendo con i coetanei;
Non censurare le loro letture, o dare loro l’impressione, con il
nostro atteggiamento, che si disapprova un certo libro o una certa collana. Dal
momento che un libro gli ha permesso di coinvolgersi, di scoprire che la lettura
può essere un piacere, tutto va bene. Ci sarà sempre tempo in seguito di far
scoprire loro altri libri, di aiutarli ad entrare nei libri che gli appaiono più
difficili;
Non imporre al bambino una interpretazione canonica di un testo.
Nell’ambito delle attività destinate a trasmettere il gusto della lettura
l’importante è il senso che il bambino ha attribuito al testo, senso molto
personale che riguarda solo le persone con cui ha voglia di parlare. Ciò non
impedisce, nel quadro di altre attività con finalità educative, di lavorare
sul testo, sul significato implicito, sull’intertestualità…